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Capraia e Limite si presenta... |
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Il Comune di Capraia e Limite si trova sulla riva destra dell'Arno nel Valdarno inferiore, alle pendici del Montalbano ed ha una notevole ricchezza archeologica, storica ed artistica. Alcuni studiosi dell'Istituto De Agostini di Novara hanno avanzato l'ipotesi dell'esistenza nel territorio di Capraia e Limite di un antichissimo centro portuale di origine etrusca. La parte settentrionale del territorio è costituita in prevalenza da fitti boschi di cerri, pini e lecci, mentre nelle zone collinari si coltivano olivi e viti e, nella zona pianeggiante che costeggia il fiume Arno, oltre alle viti si coltivano cereali e legumi. Il territorio ove sorge oggi il Comune di Capraia e Limite era in tempi antichi, ovviamente ancor più di oggi, a carattere prevalentemente boschivo e scarsamente coltivato e pertanto solo le attività boschive, agricole o di pastorizia dovevano essere quelle esercitate dai suoi primi abitanti. Le costruzioni di chiese dettero origine allora ai primi assembramenti di famiglie, da cui sorsero poi i borghi ed i paesi. Il Comune oggi è formato da due paesi (appunto Capraia e Limite) e da alcune piccole frazioni nelle quali, in antichità, sorsero i primi borghi: Bibbiani, Pulignano, Castellina, Castra, Conio, Colle. L'abitato di Capraia è ubicato su uno sprone che scende a picco sull'Arno e conserva le caratteristiche strutturali di borgo medioevale fortificato, accentuate dalla posizione su ripido poggio, dalle viuzze strette ove più facile era respingere le aggressioni e dal suo Castello dominante l'intero abitato. L'origine di Capraia è senza dubbio antichissima. Fu feduo dei Pistoiesi che dalla "Grotta” e dalla vetta dello sprone potevano controllare la viabilità, sia fluviale che stradale, tra Firenze e Pisa, antagonististi dei Fiorentini che, dal castello di Montelupo costruito di fronte al castello di Capraia, fronteggiavano le incursioni armate dei Pistoiesi stessi. Intorno al 1250 Capraia fu poi teatro delle lotte e dispute tra i Guelfi (le cui principali famiglie si erano rifugiate nel Castello di Capraia e nelle vicine Castra e Conio) e Ghibellini.
Le lotte tra Pistoiesi e Fiorentini continuarono fino al 1330, anno in cui nella rocca di Conio venne firmata la pace e l'assoluzione ai Guelfi di Castra e Conio. L'abitato di Capraia è ubicato su uno sprone che scende a picco sull'Arno e conserva le caratteristiche strutturali di borgo medioevale fortificato, accentuate dalla posizione su ripido poggio, dalle viuzze strette ove più facile era respingere le aggressioni e dal suo Castello dominante l'intero abitato. L'origine di Capraia è senza dubbio antichissima. Fu feduo dei Pistoiesi che dalla "Grotta” e dalla vetta dello sprone potevano controllare la viabilità, sia fluviale che stradale, tra Firenze e Pisa, antagonististi dei Fiorentini che, dal castello di Montelupo costruito di fronte al castello di Capraia, fronteggiavano le incursioni armate dei Pistoiesi stessi. Intorno al 1250 Capraia fu poi teatro delle lotte e dispute tra i Guelfi (le cui principali famiglie si erano rifugiate nel Castello di Capraia e nelle vicine Castra e Conio) e Ghibellini. Le lotte tra Pistoiesi e Fiorentini continuarono fino al 1330, anno in cui nella rocca di Conio venne firmata la pace e l'assoluzione ai Guelfi di Castra e Conio.
Limite deve il suo nome probabilmente per il fatto di trovarsi proprio sul confine di una giurisdizione politica ed ecclesiastica. La diocesi di Pistoia aveva termine proprio a Limite e la Pieve di San Lorenzo figura, nel 1100, tra le trentacinque antiche Pievi di detta Diocesi. Del borgo di Bibbiani si trovano cenni in una donazione del 767 e di Limite si hanno notizie ufficiali nel 940. Limite sorse come scalo fluviale proprio per le particolarità di allora dell'Arno nel tratto che attraversa il paese. Non sembra aver vissuto le lotte di Capraia, anche se, dopo essere stato feudo dei Conti Guidi, passa al Comune di Pistoia e, nel XIV secolo, alla Repubblica fiorentina. Dalle primarie attività agricole, di pastorizia e boschive, si passa, col trascorrere degli anni, allo sviluppo di altri mestieri che danno vita a piccoli gruppi di artigiani, di pagliaioli, di edili, di pescatori e, soprattutto, di navicellai che, con le loro imbarcazioni, scendevano e salivano il fiume trasportando sala, aringhe, legname, pelli, ecc. Fin dai tempi antichissimi i limitesi furono attratti ed affascinati dal loro fiume. Il piccolo scalo e borgo di navicellai era destinato a svilupparsi rapidamente, attingendo nuova manodopera dai vicini paesi sorti prima di Limite che qui si spostavano per dedicarsi ai nuovi mestieri che incrementavano. Pian piano, con trascorrere degli anni, Limite assunse maggiore importanza rispetto a Capraia (che risentiva, anche nelle attività tradizionali quali la produzione di stoviglie e la lavorazione della terracotta, dell'influenza di Montelupo) fino al 23 settembre 1874 data in cui, con Regio Decreto, il Consiglio Comunale di Capraia e Limite veniva autorizzato a tenere le sue adunanze nella frazione di Limite, trasferendolo dal Castello di Capraia.

Il fiume Arno e lo sviluppo che lo stesso ha consentito nell'incremento delle attività produttive, creative e lavorative ha senz'altro contribuito alla crescita di Limite: la categoria dei navicellai crebbe rapidamente di importanza per l'abilità che la conduzione del fiume a Limite richiedeva ed essi ben presto divennero i navigatori più provetti dell'Arno da Firenze alla foce e viceversa, richiesti per i trasporti più importanti e difficili. Il passo da questa categoria a quella dei costruttori di barche fu breve e quando la realizzazione della ferrovia Firenze-Pisa e dei ponti sull'Arno fece diminuire l'importanza dei navicellai, ciò non fece altro che incrementare e rafforzare la nuova specializzazione dei limitesi come "maestri d'ascia” e la nascita di Cantieri Navali, resi famosi dalla particolarietà di imbarcazioni che negli stessi venivano costruite. Inoltre non è per caso che a Limite è stata fondata la prima Società Canottieri d'Italia che ha ottenuto e sta ottenendo tutt'oggi successi importanti in questo settore sportivo, soprattutto se si pensa alle attuali dimensioni demografiche della nostra comunità.

Oggi il Comune di Capraia e Limite ha una popolazione di circa 5600 abitanti e si estende per 25 chilometri quadrati dalla riva destra del fiume Arno alle pendici del Montalbano. La sua favorevole posizione, quasi al centro della Toscana, permette di raggiungere con brevi viaggi tutte le più importanti località turistiche toscane. Dista infatti circa 30 chilometri da Firenze, capoluogo della Provincia alla quale appartiene, circa 50 chilometri da Pisa e da Siena, circa 60 chilometri da Lucca e 70 chilometri da Livorno. Confina con i Comuni di Montelupo Fiorentino, di Vinci e di Carmignano. A causa delle condizioni ambientali del fiume Arno (oggi navigabile solo in alcuni tratti) e della viabilità terrestre che difficilmente consente il trasporto delle imbarcazioni, i grandi cantieri si sono dovuti trasferire vicino al mare. Sono sempre in attività cantieri più piccoli che costruiscono e/o riparano imbarcazioni per il canottaggio ed aziende comunque collegate al settore dei cantieri, specializzate in meccanica navale. Abbandonate, per cause di forza maggiore, le attività principali dei cantieri per Limite e della terracotta per Capraia, si sono sviluppati altri settori artigianali, quali la lavorazione del cristallo e della cera, ed industriali (soprattutto produzione nastri adesivi ed abbigliamento). Sono inoltre rimaste le piccole lavorazioni del legno e del mobile in genere e quelle dell'oggettistica in ceramica, vicina alla più famosa ceramica di Montelupo Fiorentino. Le nostre tradizioni sono comunque legate all'Arno e recentemente è stato ridato vita a due significative manifestazioni popolari allo stesso unite: il Palio di San Lorenzo ed il Palio della Montata. Importanti sono le Associazioni, che coinvolgono nelle loro iniziative gran parte della popolazione: tanto per citarne alcune si segnalano la Società Canottieri Limite, l'Unione Sportiva Limite e Capraia, la Pro Loco, la Pubblica Assistenza e la Misericordia, la V.A.B. Un altro settore ora presente è quello legato al turismo: il nostro territorio col suo susseguirsi di oliveti, vigneti, di colline ed aree pianeggianti, di boschi e di percorsi trekking, è uno spettacolo naturale che si offre a coloro che si trovano a visitarlo. Aziende agricole del luogo hanno inoltre integrato le loro attività con l'esercizio di agriturismo, favorendo così la villeggiatura dei turisti: si pensi che il Comune di Capraia e Limite ha avuto la presenza di circa 18.000 turisti nel corso dell'anno 1999. |
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