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Castelfiorentino
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Castelfiorentino


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Ville e castelli



Le ville e i castelli

Il territorio comunale di Castelfiorentino, oltre ad un ricco patrimonio artistico, annovera al suo interno un gruppo di ville signorili di notevole risalto monumentale edificate nel tardo medioevo da alcune tra le maggiori famiglie fiorentine, detentrici all'epoca di buona parte delle aree agricole. Tra queste spicca per la bellissima posizione nonchè per l'imponente aspetto turrito, da fortilizio medievale, che ha saputo conservare in maniera pressochè intatta, il castello di Oliveto. Posseduto sin dal 1424 dai Pucci al suo interno conserva, al di là dei rifacimenti causati dai vari passaggi di proprietà (dai Pucci ai Serristori ai Guicciardini) non poche sale affrescate nel Settecento con eleganti trompe-l'oeil illusionistici nonchè la rinascimentale cappella della Santa Croce. Il castello, tuttora importante centro di produzione agricola, ospitò nei secoli alcuni pontefici (dai cugini medicei Leone X e Clemente VII a Paolo III Farnese).
A breve distanza sono le ville di Montorsoli, dal piacevole parco, e quella di Cabbiavoli, cinquecentesca ma edificata su di un fortilizio medioevale del quale possono scorgersi alcuni resti.
Lungo la statale per Empoli è la villa di Cambiano, eretta dalla famiglia Cambi che nel tempo originò l'attuale toponimo, caratterizzata dall'imponente e massiccia mole quadrangolare appena ingentilita dalla scala barocca a doppia rampa.
Valicato il fiume, forse meno scenografica dal punto di vista architettonico, è la villa di Meleto, passata dai Pucci ai Ridolfi e da questi trasformata nel secolo scorso in un'azienda agraria pionieristica. Merita un particolare accenno lo splendido parco barocco, costellato di statue disposte lungo viali regolari.



Villa di Cambiano

Già agli albori dell'anno 1000 si ha notizia di un edificio fortificato a Camiano, oggi impropriamente Cambiano dal nome di una nobile famiglia che vi dimorò. Fin dall'epoca medievale l'immobile fu di proprietà della Mensa Vescovile di Lucca, insieme alla sovrastante chiesa di San Prospero. Nel 1463 un rappresentante di una delle più importanti famiglie fiorentine, Bernardo di Giovanni di Domenico Cambi, in un momento di particolare fioritura del commercio acquisì la proprietà del "chastello" di Camiano, come lui stesso lo definì nella denuncia dei suoi beni nel 1469. Bernardo, illustre personaggio dell'ambiente politico e commerciale fiorentino, aveva frequenti contatti con la nobiltà veneziana e londinese, oltre alle conoscenze che i suoi numerosi viaggi in Europa gli permettevano di instaurare. Perciò una villa elegante e importante ben serviva a rappresentare la propria famiglia di fronte ai prestigiosi ospiti che spesso vi dimoravano. Egli ottenne anche il patronato sulla chiesa di San Prospero, della quale si occupò con donazioni di particolare pregio. Le più importanti sono oggi custodite nella Pinacoteca di Santa Verdiana e sono una croce dipinta attribuita a Corso di Buono, risalente alla fine del XIII° secolo, e tre tavole che facevano parte di un antico polittico collocato nell'altare della chiesa di Jacopo del Casentino.
Gli eredi di Bernardo mantennero inalterato il rilievo della famiglia e continuarono a curare sia la Villa che la chiesa, sulla quale conservarono il patronato per secoli e che adornarono ed arricchirono durante la loro dimora. Uno dei successori di spicco fu Lorenzo che, fedele alla famiglia Medici, ottenne da Cosimo I diverse cariche pubbliche e importanti incarichi diplomatici. Nel 1526 accompagnò l'ambasciatore inglese in Toscana. Nel 1533 condusse Margherita d'Austria fino ai confini della Toscana. Nel 1536 fu con Carlo V e nel 1538 ebbe l'onore di scortare Papa Paolo III. In questo periodo la Villa, ristrutturata secondo i canoni architettonici rinascimentali fiorentini, divenne ancor più punto di incontro tra personaggi di notevole levatura. Lo stesso Cosimo II si fermò a Cambiano nel 1612 e nel 1618. Il vescovo Incontri, i canonici Antinori e Guerini e il cardinale genovese Giorgio Doria sono solo alcuni degli ospiti dei padroni di casa.
L'assetto definitivo della Villa, quello attuale, si deve ad un altro illustre discendente della famiglia, Niccolò Xaviero, figlio di Rosa del Chastro Chaves e di Bernardo di Lorenzo Cambi, nato a Lione il 17 dicembre 1743. Egli aveva contatti con le più importanti corti europee e volle dare un carattere ancora più rappresentativo alla villa attraverso interventi di carattere architettonico e decorativo. In occasione del suo matrimonio con Lucrezia del Conte Capitano Galli Tassi di Prato, celebrato il 30 aprile 1763 e ricordato nella villa dagli stemmi uniti delle due nobili famiglie posti sopra ad un superbo caminetto di marmo bianco, apportò delle modifiche all'impianto cinquecentesco, introducendovi elementi di gusto tipicamente settecentesco, senza tuttavia stravolgere in alcun modo l'impronta rinascimentale. La facciata subì l'intervento più importante; il proprietario intese conferirle un carattere di sicura e immediata imponenza, che potesse evocare la suggestione di un impianto monumentale grandioso a chiunque si fosse trovato a passare di fronte alla villa. A tal fine furono concepiti anche l'accesso dell'antica via Francigena e il parco, con un viale centrale che conduce direttamente alla via maestra, incrociando un reticolato di linee perpendicolari che si intersecano tra loro nella scalata del pendio. Tutto ciò nel rispetto della più rigorosa simmetria, mossa sapientemnete dal gioco della scalinata con balbone che enfatizza l'imponenza della struttura. Anche l'interno della Villa venne riconcepito per testimoniare al visitatore il prestigio degli illustri ospiti: dalle quadrature di stampo neoclassico alle suggestive rappresentazioni paesaggistiche di gusto squisitamente settecentesco, fino a giungere all'attico. Qui è stato predisposto un apposito spazio per la pinacoteca privata. Nel lungo corridoio si susseguono partiture a stucco affrescate secondo una sequenza ritmica con una serie di proverbi, secondo l'influenza francese del primo ottocento. La suggestione di questo splendido edificio è rimasta inalterata attraverso i secoli, e ancora oggi, passeggiando nel parco o negli splendidi corridoi, si può sentire l'atmosfera opulenta di Firenze nel suo periodo di massimo splendore, quando fiorivano le arti e proliferavano i commerci; allo stesso modo si può udire l'eco dei passi e il fruscio delle vesti di uomini che hanno deciso gli eventi, ed immaginare che non vi sia nessuna linea di confine tra passato e presente.



Castello di Oliveto

Il Castello di Oliveto, imponente villa fortificata con quattro torrioni merlati, fu costruito nel XV secolo dalla nobile famiglia dei Pucci. Si trova nel cuore delle colline fiorentine, a poco più di 30 km. da Firenze e a 50 km. da Siena. E' ben collegato con le zone più belle e pittoresche della Toscana.
Oltre ai Papi Clemente VII Medici, Paolo III Farnese e Leone X Medici, molti personaggi famosi hanno soggiornato nel castello, come il Granduca di Toscana, Ferdinando IV, il Re Vittorio Emanuele III e più recentemente il Generale Clark, comandante della 5° armata americana.
Attualmente il castello presenta arredi quattrocenteschi, oltre ad una pregevole pinacoteca con opere risalenti al XVI secolo. Interessanti sono anche l'antico orologio, la cappella privata, la sala capitolare e la cantina della vicina fattoria che produce un ricercato spumante.
Oggi il castello offre la possibilità di organizzare cerimonie, ricevimenti, congressi, banchetti, sessioni fotografiche, gustando i vini locali prodotti nel castello e i piatti tipici della cucina toscana, in un'atmosfera elegante ispirata al medioevo.

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