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Castelfiorentino
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Castelfiorentino


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Chiese, monumenti e palazzi



Santuario di Santa Verdiana

Santa Verdiana è la patrona di Castelfiorentino, che viene festeggiata il 1° febbraio.
La chiesa sorge sul luogo dell'antico oratorio di Sant'Antonio Abate (sec. XIII) presso il quale Santa Verdiana si ritirò in reclusione eremitica per 34 anni.
Questo nucleo è tutt'ora visibile al di sotto dell'attuale edificio ed è chiamato "la cellina".
Sopra questa originaria struttura fu costruito il Santuario alcuni decenni dopo la morte della Santa (1236 circa). La chiesa, frutto di tante ristrutturazioni e ingrandimenti, assunse l'aspetto odierno dopo la trasformazione eseguita agli inizi del '700. La chiesa costituisce un prezioso ed unitario esempio dell'architettura e della decorazione fiorentina barocca, di cui esistono solo pochi esempi in Toscana (uno è la chiesa gemella di Sant'Jacopo a Firenze, realizzata nello stesso periodo).
E' una struttura di grande sobrietà ed eleganza, dove predominano ricercatezze lineari e luministiche, sottolineate dalla bicromia bianco-oro degli stucchi. Pregevole è la decorazione pittorica della cupola del coro, della volta centrale e delle cupolette laterali.
Le pitture murali del santuario, eseguite fra il 1708 e il 1717, rappresentano uno degli episodi di maggior importanza in edifici ecclesiastici della Toscana. La facciata barocca a due ordini fu realizzata da Bernardo Fallani nel 1778.
Alzando lo sguardo verso la volta maggiore vediamo "Santa Verdiana accolta nella gloria del Paradiso" affrescata nel 1708 da Alessandro Gherardini, Rinaldo Botti e Lorenzo del Moro. I dipinti della cupola, della tribuna e delle volticciole delle navate minori furono eseguiti nel 1716 da un gruppo di artisti: Camillo Sagrestani, Matteo Bonechi, Giuseppe Moriani, Ranieri del Pace, Niccolò Lapi, Antonio Puglieschi e Agostino Veracini.



Insigne Collegiata dei Santi Lorenzo e Leonardo

La chiesa dei santi Lorenzo e Leonardo fu edificata nei sec. XIII-XIV nel centro dell'antico castello ed era l'oratorio del Comune.
Nel 1502 fu donata ai canonici di Sant'Ippolito, come ricorda la lapide sul portale di ingresso. Nel 1700, per opera dell'architetto castellano Bernardino Ciurini, fu ampliata nella parte absidale, ma nonostante questo intervento ed i restauri successivi, l'edificio conserva ancora nell'esterno tracce di stile lombardo. dal punto di vista stilistico la chiesa è simile alle altre costruzioni in laterizio della zona ed ha la facciata incorniciata da forti lesene con la bifora sovrapposta al portale risaltato. Il portale è identico a quello della vicina Pieve dei Santi Ippolito e Biagio ed ha la ghiera formata da cotti stampati con un motivo a lisca. Le pareti laterali dell'edificio sono scandite da una serie di lesene che si elevano da un alto zoccolo e alla sommità si collegano ad una serie di piccoli archetti pensili sostenuti da mensole scolpite e sottoposte ad un fregio di mattoni disposti a lisca. Sul fianco destro si trova l'unica porta laterale della chiesa primitiva, sovrastata da una croce realizzata in laterizio circondata da mattoni disposti a triangolo. L'originale coronamento delle pareti perimetrali manca in alcuni tratti a causa di un rifacimento che riguardò parte delle fiancate. Le finestre che si aprono sulle pareti laterali hanno sostituito le aperture originali delle quali resta solo una finestra sul fianco destro. Il campanile si trova sul lato destro della chiesa ed ha la struttura a torre a due ripiani con cella campanaria coperta a tegole con terrazzino e tre campane. La costruzione esistente ha sostituito l'originale campanile a vela che fu demolito nel 1692. La cupola fu progettata dall'architetto Bernardino Ciurini e fu edificata in occasione del prolungamento del coro realizzato nel XVIII secolo.
CURIOSITA'
Originariamente la chiesa era consacrata solo a san Leonardo, fino a che il 10 agosto 1313 (giorno di San Lorenzo) i castellani riuscirono a respingere l'attacco dell'esercito di Arrigo VII. Così, per ricordare questo incredibile evento, la chiesa fu dedicata anche a San Lorenzo.
OPERE PRESENTI NELLA CHIESA
- Giovanni Pisano, CROCIFISSO (sec. XIV): scultura posta sull'altare maggiore. Il Cristo scolpito a tutto tondo è cinto da un ampio perizoma decorato con motivi vegetali. Il restauro, effettuato nel 1995, ha messo in luce la coloritura del carnato e del perizoma.
- Annibale Gatti, ESEQUIE DI SANTA VERDIANA (1870): olio su tela (438x347). Nella tela è raffigurata Santa Verdiana composta sul cataletto durante le esequie. In primo piano si notano due alti dignitari e una giovane donna intenta a leggere orazioni. Sullo sfondo c'è una croce lignea intorno alla quale ci sono molte persone che da un matroneo osservano la scena.
- Annibale Gatti, GLORIA DI SANTA VERDIANA (1862): olio su tela (438x347). Nella tela è rappresentata la glorificazione di Santa Verdiana. Ai lati vi sono due angeli: quello di destra tiene in mano una cetra, quello di sinistra una corona. In basso i santi patroni di Castelfiorentino: Sant'Ippolito, San Biagio, San Lorenzo e San Donato vescovo. Da notare al centro il paesaggio di Castelfiorentino.
- Annibale Gatti, CLEMENTE VII IN PREGHIERA DAVANTI ALL'ALTARE DOVE E' CONSERVATO IL CORPO DI SANTA VERDIANA (1881): olio su tela (438x347): La tela ricorda la visita di Clemente VII alla chiesa di Santa Verdiana, avvenuta il 20 settembre 1553. Il Pontefice è raffigurato inginocchiato davanti all'urna delle reliquie. Si evidenzia la grande capacità di rendere palpabili le stoffe e di ricostruire l'ambiente.
- Stalli del coro in legno di noce eseguiti da artigiani toscani (sec. XVII). Gli stalli hanno i braccioli a forma di volute decorate con motivi embricati; formelle rettangolari incorniciate intervallate da lesene con capitelli scanalati e sovrastate da motivi alternati di festoni e palme incrociate.
- Giovan Camillo Sagrestani e aiuti, SEI STORIE E MIRACOLI DI SANTA VERDIANA. Queste sei tavole ovali sono databili intorno al 1711, quando a seguito di una profonda ristrutturazione barocca la chiesa venne inaugurata. Nonostante il copioso intervento di aiuti si può ammirare l'elegante impianto delle figure unito all'uso di colori morbidi e ad un delicato senso atmosferico.
- Espositori dei reliquiari: nei secoli i canonici hanno raccolto una ricchissima collezione di reliquiari, per lo più doni granducali e vescovili, che sono conservati negli altari laterali e a fianco dell'altare maggiore.



Pieve dei Santi Ippolito e Biagio

La Pieve dei Santi Ippolito e Biagio è posta sulla sommità della collina che domina Castelfiorentino all'incrocio della Via Volterrana nord con il percorso di fondovalle della Via Francigena. Fu edificata nel 1195, come risulta dalla data impressa nell'archivolto della porta laterale. La chiesa fu trasformata in epoca barocca ed è stata riportata alle forme primitive, anche se con notevoli integrazioni, con il restauro del 1936. L'edificio, in laterizio graffito e spigato, è costituito da un'unica navata con abside semicircolare e copertura lignea. La costruzione rispetta uno schema spesso rintracciabile nelle chiese della Valdelsa. Al centro si apre un portale con architrave in pietra arenaria scolpita e poggiante su mensole che fungono da capitelli di due semicolonne laterizie, su una delle quali sono incisi motivi zoomorfi di possibile significato liturgico. Sopra le mensole si trova un arco in cotto e una lunetta che racchiude un affresco. Il portale è sovrastato da una bifora che dà luce all'interno. Sotto la cuspide della facciata sono inseriti sei piatti in ceramica, di provenienza orientale, che presentano una decorazione geometrica e vegetale in giallo-oro su fondo turchese o bianco. Il campanile a vela è ubicato sul lato sinistro della chiesa e conserva ancora tre antiche campane (una del 1253). All'interno la Pieve è costituita da un ampio spazio interrotto da tre gradini che sopraelevano il vasto presbiterio. L'ambiente è sufficientemente illuminato da una serie di monofore che si aprono nei fianchi dell'edificio e da due monofore ai lati dell'abside. la copertura del tetto a falde è sostenuta da sette capriate che poggiano sulle pareti in mattoni riportati a vista. Su uno di questi, nella zona absidale, è incisa la data MCCIIII. Sul colmo dell'abside è collocato un crocifisso ligneo di prvenienza lucchese del sec. XIV. Sul retro della chiesa si nota ancora un lungo tratto della prima cerchia di mura medievali con i resti di due torri, a suo tempo restaurate da Cosimo I dei Medici negli anni 1538 e 1545.
OPERE PRESENTI NELLA CHIESA
- Fonte battesimale posto entro una nicchia lungo la navata sinistra in pietra serena scolpita, eseguito da maestranze toscane (1936).
- Pittore ignoto di scuola fiorentina, SAN PIER MARTIRE (1429): affresco (53x142) posto sul lato sinistro della nicchia del fonte battesimale. Nell'affresco è raffigurato il Santo domenicano con i suoi tradizionali attributi: il libro, la palma e lo strumento del martirio.
- Pittore ignoto di scuola fiorentina, CRISTO IN PIETA' (1429): affresco (53x142) posto entro una nicchia lungo la navata sinistra, di cui occupa la parte centrale. Nell'affresco è rappresentato Cristo che emerge da un sarcofago, mostrando le stigmate ed il costato ferito; in prospettiva si vedono gli strumenti della passione.
- Pittore ignoto di scuola fiorentina, SANT'IPPOLITO (1428): affresco (53x142) posto sul lato destro della nicchia del fronte battesimale. Nell'affresco è dipinto il Santo di aspetto giovanile. Egli indossa una veste rossa con profilature e risvolti bianchi e impugna una spada con il fodero decorato e l'elsa dorata.



Chiesa di San Francesco

E' un notevole esempio di architettura francescana del XIV secolo. La facciata conserva ancora antichi stemmi di famiglie locali, mentre il suo intern ofu modificato nel '600.
La chiesa ha un'unica navata con soffitto in travature; sulle pareti erano presenti frammenti di affreschi di Giovanni del Biondo, scoperti nel secolo scorso e ora in deposito presso la Soprintendenza ai Beni Artistici.



Pieve dei Santi Pietro e Paolo

E' una costruzione romanica in pietra arenaria e laterizio che si trova in località Coiano. L'uso dei due diversi materiali segnala due distinte fasi di costruzione, dovute forse ad un crollo della struttura.
Il fonte battesimale e l'altare laterale, in gesso e calce, risalgono al 1600 e sono le ultime opere di genere barocco rimaste nella chiesa.



Chiesa dei Santi Lorenzo e Barbara

La chiesa, che si trova in località Castelnuovo d'Elsa, fu costruita interamente a mattoni nel 1300. All'interno si trova un affresco a forma di arazzo, che rappresenta la Crocefissione alla presenza dei Dolenti e di Maria Maddalena. Questo affresco è stato attribuito a paolo Schiavo, pittore fiorentino e collaboratore di Masolino. Sull'altare maggiore è posta una tavola raffigurante la Madonna in trono con Bambino con ai lati i Santi Lorenzo, Barbara, Gregorio Magno e Jacopo Apostolo che richiama alle forme di Alessandro Baldovinetti.

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