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Empoli appare nei documenti fin dal sec. VIII come castello, ma la città si andò formando dopo il 1119 intorno alla pieve di Sant'Andrea. Il centro è tuttora costituito da piazza Farinata degli Uberti su cui si affacciano i più importanti edifici storici della città: il Palazzo Ghibellino, sede del Museo di Paleontologia e dell'Archivio Storico, e il Palazzo Pretorio, già sede del Comune. Ma l'edificio di gran lunga più degno di nota, sia per antichità che per importanza, è la Collegiata di Sant'Andrea, la cui costruzione risale al 1093. La facciata a marmi bicromi segna il limite occidentale della diffusione sul territorio dell'aristocratico linguaggio architettonico del romanico fiorentino.
La chiesa di Santo Stefano (XIV-XV) e l'annesso Convento degli Agostiniani (XVI sec.) sorgono non lontano. L'interno della chiesa conserva importanti resti di affreschi e sinopie di Masolino da Panicale e una splendida Annunciazione marmorea di Bernardo Rossellino. Visitabile è anche la Casa Natale di Ferruccio Busoni (1866-1924), attualmente sede di un museo dedicato al grande musicista e del Centro Studi a lui intitolato. La parrocchiale di San Michele a Pontorme, patria del pittore Jacopo Carrucci detto il Pontormo (1494-1556), ne conserva le due celebri tavole con San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo. Sulla via principale che attraversa la frazione sorge la casa natale del pittore. Per la secolare tradizione artistico-artigianale l'industria vetraria costituisce una delle più antiche attività produttive dell'Empolese. In un ambiente, quello della vetreria, dal fascino ancora intatto si realizzano oggetti in vetro, cristallo e nel tradizionale vetro verde empolese.
Uno dei più antichi musei ecclesiastici, nacque sullo sfondo dei moti risorgimentali. L'attuale ordinamento risale al 1990. Dal suggestivo Battistero, con l'imponente fonte battesimale attribuito a Bernardo Rossellino e, tra gli affreschi, il capolavoro di Masolino raffigurante Cristo in Pietà, si passa alla sala destinata alle sculture. La Pinacoteca è allestita al piano superiore, dove i dipinti sono disposti cronologicamente: dal polittico dell'anonimo artista pistoiese denominato Maestro del 1336 agli interessanti prodotti delle botteghe fiorentine, operose tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. Seguono le opere già pienamente quattrocentesche, con autentici capolavori quali i due trittici di Lorenzo Monaco e la piccola Maestà di Filippo Lippi. La sala successiva riunisce tutte le opere dei Botticini, la cui bottega fu attiva fino ai primi decenni del Cinquecento. Seguono infine altre opere tardo-quattrocentesche, cinquecentesche e quelle già seicentesche. Il percorso del Museo si conclude nella parte superiore del chiostro, dove sono esposte alcune robbiane. |
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