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FUCECCHIO, UN NOME DISCUSSO
Come è accaduto per molti altri toponimi, anche l'origine del nome Fucecchio ha suscitato contrastanti interpretazioni. L'erudizione locale ha in passato accreditato le fantasiose affermazioni di Annio da Viterbo, che aveva fatto derivare il nome dai Greci Focesi, antichi colonizzatori di questa come di altre terre del Mediterraneo. Altrettanto non credibile ci appare oggi la derivazione da "foce a cerchio", che avrebbe indicato un remoto congiungimento dell'Arno con i fiumi della Valdinievole.
L'etimologia più probabile risulta tuttora quella che fa derivare la forma più antica Ficeclum (da cui il più tardo Ficecchium e Fucecchio), da ficus, o meglio ficetulum, che indica la presenza di piante di fichi.
Altre ipotesi hanno fatto riferimento alla forma "Focecchio", attestata però in epoca più recente (XVI secolo), con derivazione da "foce", nel senso di luogo di passaggio (che sarebbe pertinente alla vocazione storica del paese). Infine non sembra da escludere una variazione di vicus nella forma Vicecclum, documentata però in modo dubbio e assai sporadicamente.
IL CENTRO STORICO
Il poggio Salamartano, il polo religioso del centro, ha una posizione panoramica sul Valdarno inferiore. Da qui lo sguardo spazia sulla pianura fitta di insediamenti e sulle alture delle Cerbaie, fino al Monte Serra e alle Alpi Apuane. Vi attestano la Chiesa di San Salvatore e la Collegiata di San Giovanni Battista, qui costruite nel XII secolo, ma completamente restaurate e ampliate tra il Cinquecento e il Settecento. Contigua alla chiesa di San Salvatore è la così detta "Sala del Poggio", già cappella della Misericordia, attualmente utilizzata come auditorium per incontri e conferenze.
Sottostante al Poggio Salamartano si trova Piazza Vittorio Veneto, l'antica Piazza Grande, che costituisce il punto di raccordo fra il polo religioso prima descritto ed il polo civile del nucleo originale del paese, La Rocca Corsini, alla quale si accede attraverso una cordonata in pietra; intorno alla Rocca si collocano il Parco ed il complesso monumentale. Su un lato di Piazza Vittorio Veneto sorge il Palazzo del Podestà o Palazzo Pretorio. Percorrendo un breve tratto di via San Giovanni si giunge al Palazzo Montanelli della Volta, altro esempio di edilizia civile Medioevale, che nel corso del tempo ha subito profonde modifiche strutturali.
Poggio Salamartano
Il "monte" o "poggio" Salamartano è ricordato già nei documenti dell'undicesimo secolo. Nel 1106 fu donato all'abate di San Salvatore affinché qui fosse ricostruito il monastero, che era stato devastato da un'inondazione dell'Arno. Contemporaneamente vi fu ricostruita anche la chiesa di San Giovanni, poco prima eretta in battesimale ed affidata in cura agli abati. Più tardi il poggio fu circondato da mura e utilizzato a lungo come cimitero. Nel 1984 è stato pavimentato con mattoni a coltello. Sul pavimento sono visibili quattro piccoli tasselli marmorei che segnano lo spazio occupato da un'abitazione medievale (sec. XII) i cui resti, rinvenuti nel 1984, sono conservati nel Museo comunale.
Questa manifestazione folkloristica e sportiva, nata nel 1981 su iniziativa del gruppo donatori di sangue Fratres, è la più importante di Fucecchio.Essa si svolge la seconda domenica di giugno e si compone di due momenti: il corteggio storico, che ha luogo la mattina, e la corsa dei cavalli, che si svolge nel pomeriggio.
Attualmente il coordinamento del Palio è affidato all'Associazione Palio delle Contrade in cui lavorano insieme rappresentanti delle Contrade e dell'Amministrazione Comunale.
Le Contrade Fulcro di tutta la manifestazione sono le 12 contrade: Borgonovo, Botteghe, Cappiano, Ferruzza, Massarella, Porta Bemarda, Porta Raimonda, Querciola, Samo, Sant'Andrea, San Pierino e Torre. L'attività delle contrade si svolge nel corso dell'anno attraverso, cene, feste ed iniziative varie, che si basano sul lavoro volontario dei contradaioli. Alcune di esse hanno costituito gruppi di Musici e di Sbandieratori che, oltre a partecipare al corteggio storico locale, intervengono in altre manifestazioni folkloristiche della Toscana.
Il corteggio storico Si svolge la mattina del Palio e percorre, con circa 1200 figuranti in costume, le principali strade del paese. Ogni Contrada propone la rievocazione di un momento della storia di Fucecchio con sfoggio di magnifici costumi all'insegna di un ricostruzione il più fedele possibile del passato. L'ordine di sfilata viene sorteggiato tranne che per la prima contrada che è la vincitrice del Palio dell'anno precedente. Il corteggio è chiuso da un gruppo di 12 figuranti( uno per contrada) che accompagnano il "cencio" ( il drappello dipinto che sarà disputato il pomeriggio alla corsa).
La Corsa La corsa dei cavalli si svolge nel pomeriggio nell'area verde di Viale Fratelli Rosselli, dove è stata realizzata una pista ad anello in terra battuta. La gara si articola in tre corse: 2 batterie di 6 cavalli e la finale, anch'essa di 6 cavalli, con i primi tre classificati delle precedenti batterie. I fantini montano i cavalli a pelo e la partenza è decisa dal mossiere che, una volta chiamati i cavalli all'interno di due canapi, sgancia il primo consentendo ai fantini di iniziare la corsa. La posizione dei fantini fra i canapi sia nelle batterie sia nella finale è deciso per estrazione. Ogni contrada ha, all'interno della cosiddetta "buca del Palio", un suo spazio dal quale i contradaioli seguono con trepidazione tutti i momenti della gara.
In Italia la tradizione dell'INFIORATA pare abbia avuto inizio nel 1265 nella Basilica Vaticana da Benedetto Crei, capo della floreria apostolica, seguito poi nell'incarico da Lorenzo Bernini. Ben presto venne imitata in tutto l'orbe cattolico, per conferire maggior decoro e splendore alle feste ecclesiastiche ed in particolare alla Processione del Corpus Domini. A Fucecchio, negli anni '30, questa usanza fu promossa da un gruppo di paesani, che cospargevano le strade di fiori e di rametti di bosco, alternando delle composizioni di sacre figure. Ancora oggi, nella Domenica del Corpus Domini, le strade del centro vengono ricoperte da uno splendido tappeto floreale che parte dalla Chiesa Colegiata in Piazza V. Veneto e, attraverso Via Donateschi, P.za Montanelli, Chiesa delle Vedute, C.o Matteotti, Via A. Checchi (ex Via Farini), Via Macchiavelli, P.za Niccolini, Borgo Valori, arriva nuovamente alla Chiesa Collegiata. I materiali di utilizzo sono costituiti da tutte le varietà di fiori di stagione (papaveri, ginestre, garofani, rosa, ecc.) nonchè da altro materiale naturale (acini d'uva, caffè, trucioli di legno, ecc.) I soggetti ed i disegni non portano la firma di un Bernini attuale nè di pittori più o meno di grido, ma sono l'espressione e la risultanza del cuore e della dedizione e della passione dei fucecchiesi che, ritrovato lo spirito di collaborazione nelle contrade del palio, per il Corpus Domini, scendono, anziché nella "buca" per assistere alla gara di cavalli, sul selciato cittadino in una tensone che è un atto d'amore. Questo tappeto floreale che dura lo spazio di un giorno, viene rigorosamente rispettato dalla popolazione fino al passaggio della Processione, e gli stessi partecipanti alla Processione, incedono ai lati di questo omaggio di fiori, lasciando transitare sopra solo quel piccolo gruppo che porta in trionfo il corpo divino del Signore. Anche coloro che non partecipano direttamente al lavoro degli improvvisati pittori floreali, manifestano la loro gioia per la festa aprendo porte e finestre lungo tutto il percorso della Processione arricchendolo con tappeti, composizioni ed addobbi floreali.
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