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Montaione
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Montaione


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Montaione è dotato di una rete di sentieri di trekking (alcuni percorribili anche in mountain bike) che attraversano tutto il territorio del Comune.
I percorsi sono organizzati su 6 itinerari, prevalentemente ad anello, e sono stati ideati con lo scopo di far scoprire la maggior parte del territorio, valorizzandone le zone, i boschi e i pendii, che fino a qualche tempo fa erano frequentati solo dai cacciatori e dai cercatori di funghi. Essi ricalcano i tracciati dell' antica viabilità costituita dalle strade poderali, dai sentieri ormai in disuso dei taglialegna e dei pastori.
E' importante mantenere in efficienza questa viabilità per un duplice scopo: per rivalutare una memoria storica a livello di toponimi, e per poter raggiungere velocemente le zone più impervie dei boschi per limitare i danni arrecati al patrimonio naturale dagli incendi estivi.
I sentieri hanno una lunghezza diversa e sono caratterizzati da gradi diversi di difficoltà. Sono contraddistinti da un numero progressivo, che si trova segnalato su cartelli metallici in tutta la lunghezza del percorso, come si trovano altri segni dipinti di colore bianco e rosso. E' possibile trovare all' inizio e alla fine di ogni anello dei cartelli metallici che riassumono le particolarità del tratto in questione indicandone: percorribilità (a piedi, in mountain-bike), luogo di inizio e fine del percorso, distanza in Km, dislivello totale in metri e tempo di percorrenza riferito alle capacità di un camminatore medio.
I sentieri si differenziano anche per le tipologie delle aree che attraversano: alcuni si inoltrano nei boschi o lungo i fiumi nei fondovalle, altri camminano sui crinali della colline facendo spaziare la vista su panorami senza confini. E' importante sottolineare inoltre che, nella percorrenza, spesso si attraversano zone di proprietà privata, o si costeggiano aree di pertinenza di strutture ricettive. Si ricorda pertanto di rispettare la privacy degli ospiti e dei proprietari seguendo comportamenti conformi alla civile educazione.
I percorsi sono riprodotti su una cartina in scala 1:25.000 (Itinerari nel Verde - Lit. 5.000) e descritti dettegliatamente in un capitolo della guida "Montaione - Il Paese del Turismo Verde" (Edizioni Tosca s.r.l. - Fi- -1996- Lit. 22.000). Tali pubblicazioni sono in vendita a Montaione presso cartolerie e rivendite tabacchi e in alcune librerie specializzate di Firenze.
Riportiamo di seguito una breve descrizione dei sentieri, ricordando, a chi fosse interessato, che è conveniente informarsi telefonicamente presso l' ufficio sviluppo economico del Comune sullo stato di manutenzione degli stessi telefonando al n. 0571/699254.


ANELLO n. 1 MONTAIONE - ORLO - MANNELLO - FORNACE - TERRAIO

Questo percorso è abbastanza breve e di facile percorribilità. Soltanto in estate, a causa della rapida crescita della vegetazione circostante, si possono trovare rovi sul viottolo nel tratto di fondovalle. L' anello è composto da tre segmenti su strada asfaltata e due tratti che attraversano boscaglia e coltivazioni. La prima parte del sentiero ripercorre l' antica via castellana che congiungeva Montaione a Castelfiorentino costeggiando il torrente Orlo.

1) Montaione - la Pieve - MannelloDistanza
Dislivello totale
Tempo
km 1,9
-200
50 m
2) Fornace - Montaione (*) Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 1,1
+ 100 mt
25 m
(*) attualmente su questo segmento sono in esecuzione lavori per la realizzazione della nuova strada provinciale


ANELLO n. 2 MONTAIONE - CASTELFALFI - SUGHERA - PIAGGIA - MONTAIONE

Questo è un percorso relativamente facile, è affrontabile in qualunque stagione, e si consiglia solamente a piedi perché ci sono da affrontare due guadi del torrente Evola e due salite impegnative. E' formato dal tre percorsi nel bosco e da due tratti di strada asfaltata di collegamento. Il tracciato ripercorre in parte l' antica strada che i contadini della fattoria di Piaggia e dintorni utilizzavano per recarsi in paese.
1) Montaione - Bosco Gucci - Cappella del Lupo Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 2,6
- 45 mt
1 h 30 m.
2) Castelfalfi - Sughera Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 3,1
-130 mt
1h 30 m
3) Piaggia - Galano (Montaione) Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 3,3
- 40 m
1h 15m

ANELLO N. 3 MONTAIONE - FIUME EGOLA - SAN VIVALDO

In realtà questo non è un vero e proprio anello, ma una serie intersecata di percorsi. E' particolarmente interessante per le diverse varianti e la vicinanza di luoghi di particolare interesse storico (si possono visitare le cappelle di San Vivaldo o la cisterna romana). I tratti nel bosco sono percorribili a piedi in qualunque stagione; è invece più difficile e destinata a camminatori più esperti la parte che costeggia il fiume Egola, in quanto la vegetazione spesso nasconde il segnali, da evitare nei periodi di piogge abbondanti. Attualmente è vivamente sconsigliata la percorrenza del tratto da Montaione al ponte sul fiume Egola (passando per la Seta) perché il sentiero è stato cancellato dall' ultima piena. Nella progettazione della passeggiata è importante tenere conto delle distanze delle strade asfaltate di collegamento.
1) Montaione - Tre Ponti - San VivaldoDistanza
Dislivello totale
Tempo
km 5,3
- 175 mt
3 h 45 m
2) Montaione - fiume Egola Le Tagliate Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 4,9
+ 300 m
2 h 50 m


ANELLO n. 4 S.LEONARDO - PIETRINA - PALAGIO - IANO - MARRADO

Questo è un sentiero di facile percorribilità ed è praticabile in tutte le stagioni.
I tre segmenti descritti si snodano prevalentemente in zone boschive con interessanti punti panoramici.
Per completare l' anello è necessario percorrere dei tratti di strada asfaltata. Mentre il primo tratto è univoco, il ritorno da Iano si può effettuare partendo dal centro del paese o dal campo sportivo: i due sentieri si ricongiungono nei pressi della località Pian delle Querci.

1) S.Leonardo - Palagio (Pietrina)Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 2,8
-165 m
1 h
2) Palagio - Casicello - Iano Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 2,3
- 40 m
1 h
3) Iano - Marrado Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 2,7
+170 m
1h 15 m
4) Iano campo sportivo - Pian d. Querce Distanza
Dislivello totale
Tempo
km 1,5
+115 m
45 m

ANELLO n. 5 CASTELFALFI - IANO - VIGNALE - CASTELFALFI

E' uno dei percorsi più lunghi, è descritto da Castelfalfi verso Iano e ritorno trattando solo i percorsi nel bosco. Nell' affrontare questo anello non bisogna sottovalutare i tratti di strada asfaltata di collegamento: circa 2 km da Iano al bivio per Vignale e 2,5 km dalla Cappella del Lupo a Castelfalfi. La percorribilità è ottima, a piedi ed in mountain-bike ad esclusione del tratto del Vignale che si snoda in fitto bosco e attraversa un piccolo torrente. Ci sono dei problemi anche in caso di piogge abbondanti sul tratto che parte dalla "Collina". Per giungere a Vignale ci sono due alternative: la prima è il sentiero della vecchia strada, l' altra passa dalla via di Camporena.

1) Castelfalfi - IanoDistanza
Dislivello totale
Tempo
km 12
- 20 m
5 h 30 m
2) VignaleDistanza
Dislivello totale
Tempo
km 2,2
+ 20 m
1 h

ANELLO n. 6 CASASTRADA - COLLEGALLI - BALCONEVISI

Anche questo è un percorso molto lungo, che si sviluppa interamente su strada bianca o in terra battuta. Ottimo da percorrere in mountin-bike. Si attraversa un' area particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, caratterizzata dal bosco di Barbialla Collegalli e dai calanchi. L' anello presenta una variante che congiunge il sentiero con la frazione di Sughera.
1) Casastrada - Collegalli - Balconevisi - Forni - CasastradaDistanza
Dislivello totale
Tempo
km 10,5
+162
4 h 50 m
2) S. Vito - SugheraDistanza
Dislivello totale
Tempo
km 4,6
+ 70 mt
2h 30 m

Montaione, piccolo centro della campagna toscana, è senza dubbio da considerare un' isola lontana dall' urbanizzazione selvaggia, dall' inquinamento e dal caos delle grandi città. Il rispetto della natura, delle tradizioni popolari e del patrimonio artistico sono aspetti che a Montaione non sono dimenticati.


PROFILO AMBIENTALE

La morfologia della zona è quella tipica collinare; dal borgo di Montaione si perdono a vista d' occhio dolci colline dove ad ampi tratti coltivati si alternano tratti boschivi.
Le coltivazioni arboree prevalenti sono quelle classiche toscane, vigneto ed oliveto in coltura specializzata nelle grandi estensioni, ma ancora legate agli antichi canoni di coltivazione nelle piccole proprietà contadine. Le colture erbacee che si incontrano sono principalmente il grano ed altri cereali che donano colori diversi ai versanti delle colline durante l' arco dell' anno.
La parte più interessante e significativa di questa zona è rappresentata, comunque, dai boschi costituiti prevalentemente dalla macchia mediterranea.
Parlando di macchia mediterranea, usualmente ci si riferisce alla vegetazione tipica delle altitudini inferiori, principalmente lungo le coste, ma i suoi limiti altitudinali vanno dai 300-400 metri a livello del mare al nord, fino agli 800-900 metri nelle zone più calde.
La macchia mediterranea è una formazione arborea-arbustiva con composizione specifica assai variabile, infatti può essere costituita da una sola o da diverse specie considerando che quest' ultimo tipo di macchia si trova nelle zone climaticamente più favorevoli.

Le formazioni arboree di questa fascia sono costituite da lecci, sughere, pini d' Aleppo e pini domestici, mentre gli arbusti più caratteristici sono: il lentisco, il corbezzolo, il mirto, la fillirea, i ginepri e le ginestre. Nelle zone più fresche oltre alle specie ricordate si possono trovare anche le altre specie tipiche della fascia altitudinale superiore come l' alloro (Laurus nobilis L.) e la roverella (Quercus pubescens Willd.). Questa tipica vegetazione è costituita prevalentemente da specie sempreverdi, la cui bellezza diventa più spettacolare in primavera e all' inizio dell' estate quando la maggior parte degli arbusti è in fiore, mentre in autunno inoltrato i frutti maturi formano macchie di colore di bellissimo effetto.
La zona di Montaione è un esempio molto interessante di macchia mediterranea complessa in cui si possono ritrovare molte delle specie tipiche di questa fascia.
Infatti accanto a conifere quali il pino domestico e d' Aleppo (Pinus pinea L., Pinus halepensis Miller.) ed il cipresso (Cupressus sempervirens L.), spesso utilizzati per il rimboschimento come specie frugali di facile attecchimento, si incontrano specie diverse quali lecci (Quercus ilex L.) ed altre querce, quali: la roverella, la farnia (Quercus robur L.), la rovere (Quercus petrea Liebl.) ed il cerro (Quercus cerris L.) dalle tipiche foglie lobate, ed arbusti quali corbezzoli, eriche, ginestre, ginepro; a queste si devono aggiungere limitate zone a castagno (Castanea sativa Miller.) impiantate dall' uomo per gli ovvi scopi economici ed alimentari. Il leccio, quercia sempreverde è una pianta molto resistente, infatti cresce su suoli poveri grazie alle peculiarità delle sue foglie che si sono adattate a sopportare anche elevate carenze idriche.
Tra gli innumerevoli lecci si ricorda in località Figline, a lato della strada provinciale del Poggio all' Aglione, un leccio plurisecolare (750 anni) di particolare bellezza.
Fra gli altri tipi di querce un posto di primaria importanza è senz' altro da attribuire alla rovere, uno degli alberi più maestosi della nostra flora, infatti per il suo aspetto severo e decorativo, è spesso utilizzata in parchi e giardini come specie ornamentale.
Di particolare interesse una quercia di questo tipo si incontra in prossimità della Cisterna Romana di Montaione: è definita quercia gemella perchè formata dalla fusione di due fusti distinti.
La roverella altro tipo di quercia molto comune ha un areale di distribuzione molto ampio, infatti la troviamo dagli ambienti collinari alla pianura coltivata, è una specie molto frugale che occupa pendici assolate e predilige terreni superficiali. Nella zona di Iano, in località Casicello troviamo un maestoso esemplare di questo tipo di albero il cui tronco raggiunge un diametro di quasi quattro metri.
Infine, un' altra quercia che forma la macchia tipicamente mediterranea è la quercia sughera (Quercus suber L.) dalle foglie persistenti e dal caratteristico fusto ricoperto dal prezioso strato di sughero. Anche se la sughera vive spontanea in un' area ristretta delle regioni centro-occidentali del Mediterraneo, a Montaione, in località San Leonardo presso San Vivaldo troviamo una sughera che risulta quanto mai interessante data la sua posizione.
Accanto a questi esempi di piante tipicamente mediterranee, nella zona di Iano si rileva un interessante popolamento di esemplari di tasso (Taxus baccata L.) costituito da un centinaio di piante spesso con portamento arbustivo a causa dei tagli effettuati nel passato. E' considerato uno dei rari popolamenti naturali di questa specie, per la consistenza e la posizione geografica.
Il tasso tristemente famoso come "albero della morte" ha sempre evocato immagini tetre, in quanto la corteccia, le foglie, ma soprattutto i frutti di colore rosso brillante contengono sostanze velenose per l' uomo ma innocue per i cavalli ed il bestiame in genere.
Una pianta dal bellissimo aspetto in inverno per le sue foglie lucide e persistenti e per i vivaci frutti colorati è l' Agrifoglio (Ilex aquifolium); alto fino a 20 metri, ha una chioma stretta e conica. Le ben note bacche rosse sono molto apprezzate dagli uccelli e costituiscono una fonte importantissima di cibo invernale.
Altra specie caratteristica della zona è il corbezzolo (Arbutus unedo L.) arbusto, che può raggiungere in alcune zone dimensioni notevoli. Questa pianta assume importanza forestale sia per la facilità con cui ricresce dopo gli incendi, sia perchè è tradizionalmente tagliato per ricavarne legna da ardere e per il carbone; quando non viene tagliato cresce in forma di piccolo albero dal fogliame scuro, dalla forma compatta e dai tipici frutti rosso vivo che spiccano nella stagione invernale.
Insieme ai corbezzoli a Montaione è facile incontrare anche l' erica arborea (Erica arborea L.) specie ad accrescimento molto lento un tempo utilizzata oltre che per fare scope, anche per preparare il bosco nell' allevamento del baco da seta.
Infine tra gli arbusti molto comuni della macchia mediterranea si ricordano le ginestre, di generi e specie diverse che hanno in comune la notevolissima adattabilità, il portamento e il colore quasi sempre giallo dei fiori. La ginestra comune o di Spagna (Spartium yunceum L.) è un cespuglio sempreverde che può raggiungere i tre metri di altezza con rami sottili e giunchiformi di colore verde scuro e fiori che compaiono tra maggio e agosto ed emanano un profumo molto gradevole.
Con una vegetazione così ricca e rigogliosa, è facile inoltrandosi nei boschi incontrare specie animali tipiche toscane tra le quali: i cinghiali, i daini, caprioli, gli scoiattoli gli istrici le lepri e le volpi. Tra gli uccelli è comune incontrare i fagiani, oltre a ghiandaie e gazze e rapaci quali falchi, gheppi, poiane.


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